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Normale anormalità

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Si spara, si accoltella, si aggredisce, senza fare una piega, nella più desolante normalità. Una vera e propria a-normalità, ben vestita di giustificazioni, di attenuanti, di indifferenza ubriaca di falso moralismo, di buonismo venduto al miglior offerente.
Un giovane, un adolescente, a pochi passi da un’adultità purtroppo disacerbata, taglia la faccia a una insegnante, a una donna, alla propria docente, le affetta una guancia con la lama di un coltello.
In questa nuova puntata sul bullismo, ma che bullismo proprio non è, tutt’altro, la comunicazione permane un soggetto privato del complemento oggetto, l’informazione costantemente manipolata dalle suggestioni, piuttosto che dalle spiegazioni oggettivamente riscontrabili.
Diciassette anni non sono proprio pochi, non sono proprio anni ciechi, neppure anni irrisolti, neanche somigliano ai tredici anni domiciliati al rifiuto delle regole.
Diciassette anni hanno prossimità con la maggiore età.
Colpisce e tramortisce la “normalità” con cui…

Scorza dura e cuore tenero

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Auggie per me sta a scorza dura e cuore tenero, e certamente non vuol dire fragile, debole, sfigato, neppure risultare una vittima predestinata, tutt’altro. Ieri sono andato al cinema con la mia compagna a vedere Wonder, all’apparenza la solita americanata strappalacrime, sotto sotto un gran bel film, di quelli che quando stai seduto ti sembra di lievitare, di sentire prurito dappertutto, infine quel fastidio che si insinua sottopelle, fino a farti sobbalzare, urticante al punto da farti arrabbiare. In pratica una sequenza di immagini assorbenti che hanno saputo emozionarmi nel vero senso della parola. Il senso, il luogo, la rappresentazione, l’analisi sociologica dell’adolescenza e del  fenomeno del bullismo, tutto ben amalgamato nella storia quasi banale e ripetitiva del solito sfigato preso di mira. Invece Auggie ti stende con quella faccia dirompente nella sua diversità, irrispettosa verso ogni forma di maleducazione, creativa e intuitiva senza aggiungere piedistalli teatrali, co…

Follia adolescenziale=strabismo adulto

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Ragazzi per niente adulti che s’improvvisano guerrieri senza Dio, a fattaccio sopr-avvenuto, nella consueta dis-abitudine a consegnare contenuto e sostanza alle parole, il mondo adulto rincara la dose, come se la sola punizione fosse sufficiente a prevenire il danno. La pietà è divenuta un bene introvabile, e quando miracolosamente ci si sbatte addosso, è interpretata come una sorta di propensione al rischio dei soli adolescenti. Eppure il rischio non è una prossimità profetica, tanto meno una figura filosofica di irriducibile inaccessibilità. Violenza sul proprio pari “sfigato” perché capace di fare buona strada, sulla ragazzina troppo brava per poterle competere, sul diverso indifeso e annichilito, una violenza grezza, rivoltante, indegna, al punto da  ridurre a cose disperse le persone. Il rischio di inciampare, cadere, ostacolarsi, avvinghiarsi, colpirsi, ripararsi, avanzando, rinculando, c’è sempre e comunque nella vita di tutti i giorni, nel cammino di ognuno e di ciascuno, come…

Droga di ieri droga di oggi

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Stiamo seduti nel bel mezzo di un uragano, invece di metterci al riparo, rimaniamo a guardare gli esiti della catastrofe. Non soltanto la droga sta impattando e mettendo in crisi i fortini dell’accoglienza e della salute ritrovata nelle comunità di servizio e terapeutiche, a causa delle interminabili liste di attesa,  delle richieste di aiuto disperate che non permettono ulteriori deroghe. Addirittura sta ritornando la droga di ieri, ben mischiata e amalgamata a quella di oggi,   L’eroina è nuovamente tra noi, è vero che non se n’è mai andata, ma adesso sgomita e spinge avanti, come faceva in passato senza troppe cortesie. Un tempo chi la bucava, sniffava, fumava, lo faceva per un moto prettamente protestatario, contestatario, una sorta di rivolta autodistruttiva per non rimanere invischiati nelle ingiustizie sociali che stavano preparando terreno fertile per l’estinzione di una intera generazione. Oggi chi si sbomballa con la roba, non lo fa certo per una insubordinazione alla regol…

Giovani sottomessi e accantonati

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Finché rimarrà l’ultimo dei solitudinarizzati
Ogni giorno, giornali e televisioni, ci informano di comportamenti trasgressivi, dirompenti, devastanti, che investono l’esistenza dei più giovani, ragazzini, adolescenti, giovani adulti esacerbati, ci raccontano una quotidianità  che solo apparentemente sta a significare un’età scombinata dal ribellismo e dalla  fascinazione della regola infranta, della mano stretta a pugno, degli aggettivi scambiati per sostantivi. C’è qualcosa di più e soprattutto in meno dentro questi atteggiamenti  spavaldi, continuamente contaminati dalle giustificazioni e dalle attenuanti calate all’ultimo momento. Di certo non è un buon servizio che noi adulti ben allineati e ordinati offriamo loro. Accade sovente che per una sorta malcelata di qualunquismo, di sempre meno tempo a disposizione per i propri pargoli, di presunzione e una qualche vanità, è implicito declinare ogni eventuale responsabilità, in fondo sono problematiche che non ci appartengono, al limite…

La società mordi e fuggi

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Da qualche tempo l’impressione è che alla realtà che viviamo sovrapponiamo la trama di un film, che però non è mai stato girato, dunque si tratta di sequenze prodotte dalla nostra disabitudine a vedere le cose per quello che sono.
Nella scuola l’eroe da imitare non è quel ragazzo silenzioso dell’ultimo banco, quello che scrive come il mio autore preferito, piuttosto è quell’altro, che mette sotto il più debole con l’aiuto degli altri, con metodo da lager o da gulag
Il gruppo è in marcia, batte i piedi, è diventato assai più importante della famiglia, è famelico nel ricercare gli obiettivi, nell’individuare e spezzare la fragilità del coetaneo di turno.
Non è così semplice omologare una violenza, errata e inaccettabile, ma addirittura svestita di una qualunque “utilità”, quindi riottosa a qualsivoglia ridefinizione sociale.
Sulla criminalità di piccolo cabotaggio, delle grandi organizzazioni, si conoscono anse e anfratti di quelle scelte dirompenti, i pochi si nascondono dietro i tant…

Bambini colpevoli di essere innocenti

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Roma, camper a fuoco. Uccise tre sorelle: due bimbe e una 20enne.
Un rogo, fiamme alte, nel silenzio di chi è costretto all’angolo, d’improvviso  le grida, la via di fuga, chi vive potrà ancora piangere, chi invece muore rimane dannato e oppresso dai chiodi delle parole, dei giudizi, delle condanne scagliate a priori.
Tre corpicini annientati, disintegrati, polverizzati più della cenere, bambini neppure incerottati, bambini trucidati. Qualcuno dice che sono soltanto chiacchiere quando si afferma senza se e senza ma, che donne, vecchi, e bambini non si toccano mai, perché a suo dire si tratta della dicitura di qualche sottocultura non meglio identificata. Come qualcuno ben più lungimirante di me, ha ben scandito alla nazione: un omicidio è sempre un omicidio, ma quando di mezzo ci sono bimbi innocenti, allora si tratta di qualcosa ben al di sotto di qualsiasi comprensione umana. Le azioni di morte come queste che dovrebbero incendiare le coscienze pressoché dormienti, stanno supine a u…