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Occorre mettersi di traverso

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Su un quotidiano c’è la notizia di un minore arrestato per atti di bullismo persistente, reiterato, senza alcuna vergogna di infierire sul più debole, il più fragile, quello ingiustamente declinato a sfigato, la solita vittima, sempre più spesso all’angolo senza alcuna giustizia. Altri minorenni denunciati per possesso di droga, in classe, a scuola, dentro gli zainetti, come fosse un prodotto naturale da commerciare, usare, trasportare da uno spazio all’altro, dentro una vita appena iniziata e già compromessa.  Ragazzi a studiare per obbligo, poca attenzione alla salita, alla porta chiusa da aprire con garbo, studenti fermi all’angolo ad aspettare un passaggio, un tiramisù che stende senza fare complimenti.  Una mamma distrutta dal dolore chiede sommessamente: perché mio figlio in carcere?  Perché mio figlio senza essere un delinquente? Valori e disvalori che si cambiano di abito, di posto, si nascondono, si mimetizzano, costringendo all’appropriazione indebita, a ruba...

Giubileo e misericordia

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Papa Francesco ha indetto il Giubileo speciale, l’anno Santo, nella Misericordia, nella compassione, nel coraggio del cambiamento: “Via il lievito vecchio per essere pasta nuova”. L’Uomo si rivolge a tutte le genti, affinché alle persone sia dato tempo e possibilità di vivere e confrontarsi, senza per questo dover scavare a forza la propria fossa. Nelle sue note c’è il non senso di azioni fondate sul rancore, sull’odio, sulla vendetta, su quei sentimenti che non consentono giustizie sociali né pace per alcuno, perché è vero: “la violenza regna dove l’ingiustizia ingrassa”. Il Papa ha parlato per coloro che hanno voltato le spalle alla propria umanità, per chi ha dipinto la propria assenza-sconfitta nelle ferite inferte. Ha parlato anche per chi pensa che al male si risponde con altro male, nell’illusoria convinzione di risolvere i drammi individuali e le tragedie collettive. E’ davvero così difficile affrontare una lettura evangelica del sentimento del perdono? Nessuno si salva...

Bullying e Cyberbullying

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Bulli e pupe da qualche tempo sono scomparsi dalle cronache, dalle romanze più o meno virtuali, hanno abbandonato il proscenio della carta stampata, della scatola magica, delle aule scolastiche, come se a non parlarne, a non volerne sentire sulla pelle l’urto e il fastidio, fosse strada consolidata per il risolvimento del problema e delle tragedie che ne conseguono. Purtroppo non è così, e non sarà mai il silenzio a fare da scarto per una ritrovata coscienza, per una significativa presa di posizione a favore di uno stile di vita equilibrato, non più fondato sulla prevaricazione intenzionale, sulla sottomissione persistente, sulla violenza più asimetrica, dove il più debole è obbligato a mollare gli ormeggi nella maniera più drammatica, nella condizione-oppressione disperante della paura che diviene vergogna. Una, due, tre adolescenti hanno deciso di rompere con la vita, gli argini della stupefazione si sono sciolti, ora c’è urgenza di trovare nuove soluzioni, altre vie di fuga al d...

Bullismo: ragazzina di 12 anni si lancia dal balcone a Pordenone

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Ai compagni scrive: "Adesso sarete contenti" Una ragazzina di seconda media, di 12 anni, si è gettata stamani dal secondo piano della propria abitazione restando ferita in modo grave. Prima di lanciarsi nel vuoto, la piccola ha lasciato due lettere sulla scrivania: una ai genitori, scusandosi per il gesto; l'altra ai compagni di classe, con una frase emblematica, "adesso sarete contenti". La madre si è accorta della vicenda quando, entrando nella sua camera, non ha trovato la figlia notando la finestra aperta 18-1-2016 Pordenone ---------------------------------------------------------------------------------------------- Proprio in questi giorni sono stato invitato a parlare con i giovanissimi di una scuola secondaria di I grado, sul problema bullismo, delle regole poco rispettate, del mancato riconoscimento dei ruoli. Tanti ragazzi di tante classi nel tentativo di relazionarci e proteggerci dal rischio del vicolo cieco, dalle solite ragazzate, dalle ri...

Alle cosiddette persone civili

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Le immagini scorrono veloci, sembrano sequenze sparate con il lanciarazzi, ma non è il resoconto di una guerra oltre i confini nazionali, è il riassunto di una meschinità tutta nostrana, che ci riguarda da vicino, che si ripete ogni anno durante ogni stagione. Così tra un abbandono che spesso diventa un vero e proprio assassinio, e un altro che miracolosamente si trasforma in una adozione, la mattanza canina non conosce pausa, neppure quella della coscienza. L’umano di turno “persona civile”, facente parte la collettività, a volte persona preposta ai processi educativi e di crescita dei più giovani, di quanti, ad esempio i propri figli, assistono passivamente a drammi come quello di un cane spintonato sul ciglio di una strada. E’ incredibile come sottopelle, l’indifferenza e la disattenzione si insinuano senza lasciare traccia; sbalordimento e il dolore scompaiono con una scrollatina di spalle,  si allontana lo sgomento per due occhi impietriti e ormai sezionati sull’asfalto, o s...

Buon anno deprivato delle solite promesse mai mantenute

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Quando di mezzo c’è una collettività confusa e in costante default, non è salutare costringere i valori di riferimento a rincorrersi, alzare la voce per richiamare attenzione sensibile, accettando in silenzio che vengano spogliati della loro presenza costante, unico baluardo per non permettere facile accesso a quegli “oggetti letterari “ cui fare stare dentro tutto e il contrario di tutto, compresa la capacità di addossare virtù improponibili al disvalore di turno. Etica e moralità sono attributi indispensabili per un futuro che ancora non c’è, forse occorre smetterla di parlarne domani, di sperare domani, forse è arrivato il momento di abbandonare il gioco mediatico dei rimandi. E’ ora di agire per il bene che è etico e morale, non perché c’è un uso largamente improprio di superlativi e sostantivi, ma perché il bene quello vero di ogni persona, è l’unica dimensione autenticamente umana. Buon anno a ognuno e ciascuno.

Avvento mai banale come il male

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Natale è Natale, ci risiamo, le parole cadono una dietro l’altra, fanno incetta di stupefazione, di sguardi estasiati. Le parole arrampicano, s’alzano al cielo, l’illusione di un attimo, ridiscendono come rese. Le parole fanno corollario, circondario, confine, frontiera, stanno al palo, attendono il segnale. Il tempo rifugio comodo e convenzionale, scarta di lato, rimanendo mai fermo al centro della strada. Il tempo è compagno leale della parola, della sostanza, della realtà di ogni giorno, il tempo accompagna, insegna, educa, soprattutto, non bara né trucca la consegna di ritorno che avverrà. Ogni anno è Natale, ogni dicembre è Natale, ogni bimbo che nasce è Natale, ogni povero e ogni ultimo è orma di Natale, perfino il ricco e il potente è traccia di Natale. La coscienza sbaragliata dagli eventi, incapace di reagire, subisce gli impatti, le scosse, i tradimenti, eppure a fare la differenza non c’è la festa, nè il cibo donato a piene mani, neppure le prevaricazioni, i soprusi ...