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Caro Presidente - articolo sul carcere che uccide e non serve

Leggo di tante menti alte che offrono il fianco a ogni causa nobile e giusta, quando c’è di mezzo il carcere, penso che occorra avere rispetto per le vittime del reato, ma anche per il cittadino detenuto. Indipendentemente dalle strumentalizzazioni, dalle speculazioni, dalle pance bene pizzicate, questa marmellata di parole e pronunciamenti, non è di oggi, né di ieri, ma dell’altro ieri. Allora perché un Governo dovrebbe accettare un’eredità imposta e non condivisa? Perché dovrebbe sopportare un nodo storico che non le appartiene, legando a propria volta  una zavorra che la sua antitesi politica non ha voluto impegnarsi a sciogliere. Di certo si potrà obiettare che impedimenti di ordine tecnico e giuridico hanno fatto si che tale argomento restasse a mezz’aria. Sta di fatto che ora il fardello è rimpallato a destra, a sinistra, di volta in volta rinculando senza alcun gioco di sponda. Ecco perchè Le scrivo caro Presidente, vorrei dirLe che davvero gli uomini cambiano, pe...

L'alcol uccide come ogni droga

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A tredici, quindici, diciotto anni, il mondo sta racchiuso nel proprio pugno, si tratta di un mondo che ancora non c'è, ostacolato dal fascino maledetto del vicolo cieco, ma all''entrata un cartello seminascosto avverte: la paura di vivere non si vince con l'alcol, la droga, la recita di un film non ancora in onda. Sveglia giovani sveglia, è la possibilità di una scelta che fa la differenza. CORRESPONSABILITA’ TESTIMONE-IMPUTATO PIU' CHE MAI ASSENTE Il ragazzo è disteso a terra, il vomito alle labbra, un adolescente in rianimazione, tra la vita e la morte, la balbuzie esistenziale che non porta conforto né riparazione, solamente disperazione, coma etilico a tredici, quindici, diciotto anni, morire per abuso di sostanze non è un reality da playstation, Poco più di un bambino, strangolato dall’alcol, dalla cecità ottusa dell’età, dai desideri adulti improvvisamente insopportabili, sconosciuti e prepotenti. Quando un ragazzo rotola giù dall’amore che non arriva...

Le balle hanno le gambe corte

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Giovani e adulti, facoltosi e meno abbienti, ognuno a “farsi grande” con l’uso di sostanze stupefacenti. In questo consumo smodato di illusioni in pillole, non esistono confini sufficienti a identificare le ideologie nè le culture. Eppure non fa difetto l’eredità pesante che ci portiamo addosso, quell’esperienza dolorosa a indicatore di quei giovani che soccombono nella dose quotidiana. Continuiamo ad azzuffarci per decidere se sia meglio punire o prevenire, o ancora meglio assolvere chi sniffa, chi si buca, chi fuma. Mentre inarchiamo le sopracciglia per l’ennesimo giovane perduto, noi replichiamo la sconfitta nella prossima legge emanata a furor di popolo, la quale ammalia il voto ghermito a quattro mani,  ma non porta il risultato voluto. Viviamo questa vita come fossimo “turisti per caso “, camminiamo tra le incertezze che ci colgono, senza preoccuparci delle macerie che ci lasciamo alle spalle. Nelle scuole i cani poliziotto delineano scenari incredibili, dove g...

Nel rispetto dei ruoli e delle competenze

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Bullismo endemico all’istituzione scolastica come alla collettività intorno? Mi sono confrontato con la prima linea professorale, ma anche con quell’altra della retrovia, ho incontrato quella genitorialità che non ammette giudizi né sentenze di appello, quando si tratta dei propri figli. Il fenomeno del bullismo è un problema relazionale, che attraversa le nostre  famiglie, scuole, città, strade, a causa delle nostre ripetute e reiterate mancanze e inefficienze, nessuno può sentirsi autorizzato a non farci i conti. Per tentare di arginare questo cratere di diseducazione virulenta, è necessario non fare spallucce alle nostre lentezze, e soprattutto alle nostre belle certezze, che non ci consentono di conoscere fino in fondo i dubbi che delimitano aree problematiche di così grande spessore e pericolo per un futuro a misura di uomo per i nostri ragazzi. E’ l’esperienza a darmi man forte, è la somma degli errori a rendere obbligante un intervento che non può essere procrastinato,...

Una sorta di razzismo al contrario

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Ho assistito ad una zuffa tra due automobilisti, uno bianco e l’altro nero, qualche parolaccia, un digrigno di denti, e poi via ognuno per la propria strada. E’ andata bene mi sono detto, nessuno si è fatto male, i tribunali italiani notoriamente congestionati da tonnellate di carta vecchia e cause decennali ancore aperte, hanno evitato un sovraccarico dibattimentale. Di per sé la violenza verbale usata da entrambi non è stata la causa che ha messo in moto la mia attenzione o preoccupazione, in fin dei conti accade ben di peggio persino nei salotti bene oppure negli spazi agguerriti di qualche trasmissione televisiva che ha un bisogno disperato di fare audience. Una discussione come tante, un diverbio per futili motivi, ma in questa scenetta c’era da attenzionare altro rispetto alla fisicità dei contenuti. C’era “altro” a fare la differenza, a creare un confine sempre più simile a un recinto di filo spinato, infatti il cittadino nero inveiva nei riguardi dell’altra persona, perch...

Il diritto e il dovere - articolo sull'accoglienza

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A seguito dell’aggressione subita nella propria casa da un grande uomo e sacerdote da parte di alcuni “forestieri”, ho intrattenuto una sana e proficua conversazione con un amico e collega, il tema della riflessione verteva la dichiarazione di un premier d’oltreoceano sull’immigrazione e il valore della accoglienza.

Umiliare a morte

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Tra questionari a dir poco ingenui come qualcuno ha bonariamente sottolineato, che innocentemente includevano l’omosessualità tra le colpe di cui ci si può macchiare, a fare da ponte c’è l’ennesimo accadimento bullistico e un giovanissimo costretto al volo d’angelo, inebetito dal dolore si aggrappa al tuffo maledetto. Un adolescente è all’angolo, ricoperto di offese, che non fanno soltanto male, è un vero e proprio assalto all’arma bianca, non fa rumore, ma l’umiliazione è taglio che recide a fondo. Gay e etero fanno a gara per emanciparsi a vicenda, per ottenere qualche punto in più per riuscire a vincere inadeguatezze e precarietà intellettuali. Dalla Russia arrivano echi di gruppi, associazioni, organizzazioni, messe su in fretta e furia, per combattere, per guarire, per salvare con spirito educativo e pedagogico, la oramai famosa malattia omosessuale, per arginare il pericolo gay, poco importa se all’ideologia s’aggiungono le torture, e un po’ di pissing. Invece in Italia è i...