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Droga e spaccio in calo: ma sarà vero?

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Le televisioni, i giornali, le inchieste, le analisi, ci dicono che il consumo di droga è in calo, meno consumatori, meno richiesta, l’offerta è imbalsamata. Questo è ciò di cui il mondo mediatico, in buona compagnia con quello scientifico, nonchè politico, ci informa per ogni giorno che passa. A osservare con pazienza l’intorno dei giovani che si muovono nelle scuole, nelle classi, in famiglia, nella strada, negli spazi del divertimento, nella Comunità di servizio e terapeutica Casa del Giovane, prorompe il dubbio che  viviamo in mondi separati, distanti, tanto è evidente che l’uso e abuso di droga, di tutte le droghe, perché nessuna è normale e nessuna fa bene, non sia affatto diminuito, ma addirittura aumentato nella sua estensione geografica. Forse c’è in atto una sorta di auto ipnosi che ci fa perdere contatto con la realtà, sarà davvero così come ci dicono, la percezione che abbiamo non è comparabile con la lotta messa in campo contro le mafie, la battaglia in corso per ...

La guerra che non c’è

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Tra un Premier ingessato, le camere e le commissioni in perenne asfissia, c’è da dire che la disinformazia svenduta per pochi euri di vendetta trasversale, impalpabile tritatutto non manca di fare il proprio dovere annichilente, alimentando un effetto spostamento che non teme avversari, anzi, li soggioga incondizionatamente. A ben guardare quel che esce fuori dalla scatola magica sembra un coacervo di tiratori scelti, dove ognuno mira ad abbattere il proprio avversario diventato nel contempo nemico, ciascuno indaffarato a celarne momentaneamente l’intrigo da impallinare a tempo debito, una sorta di guerra asociale dove non è lecito fare prigionieri, chi  non spara alla nuca è out rispetto agli obbiettivi da raggiungere a qualunque costo. In questa battaglia di grandi professionalità e di ruoli davvero autorevoli, a fare la differenza c’è la vergogna, che non è una emozione primaria, che esplode istintivamente, essa è una meditata condizione di consapevolezza della perdita di va...

La svuota carceri

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Sono i giorni di chi parla della "svuota carceri", di buonismo e lassismo, di leggi improponibili, di idee malsane, di orde barbariche scorrazzare in strada, di migliaia di delinquenti liberi di interpretare la libertà come una prostituta, di penitenziari svuotati irresponsabilmente di ogni utilità e scopo. La “svuota carceri” è passata, gli istituti a parere di qualcuno rimarranno privi di carne sottovuoto spinto, di scatole accatastate, di numeri confusamente sconosciuti ai più. La “svuota carceri”: così è stata denominata per ben significare una in-umanità in procinto di  invadere le praterie nazionali, abbattendo staccionate e porte blindate, rubando e rapinando dignità e vite innocenti, depredando democrazia e una qualche equità. “La svuota carceri “ è praticamente operativa, centinaia, migliaia di detenuti, uomini e donne, lasciano le proprie celle, i propri fantasmi, plotoni di senza fissa dimora del proprio disagio  stanno per ritornare in seno alla società, in m...

Educare al fair play

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Sono stato a trovare mia figlia e mio nipote, da bravo nonno ho accompagnato mio nipote Mattia, pulcino della squadra di calcio cittadina al ritrovo organizzato per gli allenamenti. Uno spazio incredibile, campetti di calcio, piscine, luoghi di ristoro, di divertimento, di relazione, insomma un vero eden per  giovanissimi e adolescenti, nonché per le famiglie, gli adulti in cerca di relax e di linee guida per ben educare i propri figli. Uno spasso osservare Mattia in campo, constatare che falli, sgambetti, gioco duro, erano banditi dal rettangolo di gioco, niente parolacce e niente grida sguaiate, tutta corsa, schemi, e consigli impartiti dalle panchine. Incredibile ma vero, su quel campo si giocava a calcio rispettando gli avversari, l’arbitro, e, ultimo ma non per importanza, gli allenatori, che decidevano senza timore di obiezioni chi usciva e chi entrava. Fair play verso i meno dotati, fair play nei riguardi di chi perde, fair play nell’esultare e nello stringere le mani ...

No Slot No Droga

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A volte l’insulto più grave, quello che fa più male, è l’insulto all’intelligenza, a quella oppressa e stordita, all’altra accartocciata su se stessa per umiliazione e violenza. Quando non c’è scampo per la giustizia e l’ingiustizia la fa da padrona, allora è tempo di mettersi a mezzo, di traverso, occorre farlo senza intendimenti sottobanco, mediazioni di accatto, interessi che rapinano il rispetto per se stessi e per gli altri, soprattutto di quanti non sono più in grado di  erigere difesa a un limite che non sia solo quello imposto da una legge, da una regola, un limite che noi riconosciamo e siamo all’altezza di onorare. Nella vita si può esser anche l’ultimo degli uomini, ma perfino quell’uomo non potrà sfuggire al carico della propria dignità. Nel mio servizio alla Comunità Casa del Giovane ho la possibilità di incontrare parecchi ragazzi, per quanto nelle mie capacità di contribuire ad accoglierli ed accompagnarli per un pezzo di strada importante. Luca è un giovane ad...

Minori tra abbandono e tagli sociali

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La Casa del Giovane di Pavia è una comunità terapeutica e di servizio, nelle sue strutture vi sono affidati tanti minori,  perché tolti a contesti familiari disastrati a tal punto da annientare uno spicchio di futuro tutto dentro un presente atomizzato. Ciò dovrebbe fare riflettere per tentare di sfatare i luoghi comuni che incarnano la società contemporanea, in quel immaginario di paura che induce a comportamenti di rifiuto, di non ascolto autentico. Giovanissimi duri come grissini al primo imbocco, soli più delle solitudini, distanti oltre ogni pensiero sepolto alla ragione, occorre affiancarli nel cammino faticoso, nella crescita e nella capacità di amare se stessi e gli altri. Sono giovanissimi  dal petto in fuori e gli occhi spalancati alle parole nuove che spingono a fondo, sino a rendere difficile penetrare nel meandro nascosto,  nel  taglio alla vita che sperpera brutalmente ogni speranza. Ragazzi dall’ abbandono gridato, nelle ferite senza segno a...

Libertà non e’ fare tutto quello che voglio

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Cos’è la libertà, esistono davvero gli uomini liberi? Osservo l’intorno, le strade dove i ragazzi stazionano perché non sanno cosa fare, dove il tempo è una comoda convenzione, una tabella di marcia da espletare, dove ogni surplus di tempo è da riempire in qualche modo. Il vicolo cieco diventa il prosieguo per dare un contenuto al proprio essere, dove c’è la scoperta del contesto di forza, dove il legame cresce e si rafforza nella trasgressione. Osservo meglio e vedo gli adulti tutti in corsa, tutti presi e affannati dalle mete da afferrare, dai rimpianti che premono alle porte, dai rimorsi che sono zittiti dal benessere da agguantare a tutti i costi, restano i segni della sconfitta di un ruolo, di una professione, di un lavoro che non ci sono  più, la dignità subisce la resa definitiva. Osservando ancora a questi giorni, ai giovani ed ai meno giovani nelle piazze, agli slogans,  agli ordini impartiti, alle grida di gioia, alle urla di dolore, ai morti inconsapevoli ed a...